Qualificazione e disciplina degli enti del Terzo Settore (ETS) nelle imposte sui redditi

Di Thomas Tassani -
La Riforma fiscale del terzo settore, che entrerà in vigore nel 2026, introduce una pluralità di regimi tributari differenziati in ragione delle caratteristiche strutturale degli enti e non in una logica puramente agevolativa. La summa divisio è rappresentata dall’alternatività commercialità/non commercialità, individuata sulla base degli specifici criteri indicati nel CTS, che danno particolare rilievo all’elemento della economicità ed al profilo dell’effettività. Infatti, la qualifica dell’ente è legata al concreto risultato dell’attività, in applicazione di appositi test. Pur nella continuità sistematica con il TUIR, il CTS individua nuovi paradigmi di qualificazione . . .