Territorio invisibile e capacità contributiva nella digital economy

Di Alessandro Giovannini -

Il saggio affronta il tema dei confini dimensionali della capacità contributiva nella digital economy relativamente al rapporto fra dovere contributivo e territorio, quale elemento costitutivo della nozione di stato e delimitativo della sovranità, e al rapporto fra capacità contributiva e ricchezze prodotte dalle nuove economie. Sul primo propone un diverso concetto di territorialità e di nexus, basato sulla “materialità invisibile” dell’energia osservata con la lente della fisica, per poi passare ad esaminare la sovranità nella dimensione ordinamentale ed in quella impositiva; sul secondo si sofferma sulla capacità contributiva come criterio di riparto dei carichi pubblici. Propone di dare a questo criterio la sostanza del “rapporto di utilità economicamente rilevante”, per poi individuare un rapporto siffatto negli effetti prodotti dalle attività digitali di impoverimento delle finanze pubbliche degli stati della fonte, anche in ragione della “doppia non imposizione internazionale” delle ricchezze da queste realizzate, e di alterazione delle regole sulla concorrenza; effetti ai quali corrisponde, per le aziende del digitale, una ricchezza aggiuntiva e diversa da quella reddituale che la ottengono in forza dall’organizzazione dominante loro propria, organizzazione già in sé suscettibile di legittimare la tassazione. Per dare concretezza ai princìpi costituzionali di solidarietà, di uguaglianza sostanziale e di libera iniziativa economica, a protezione di quali la sovranità dello stato può e forse deve ergersi, propone una forma di tassazione sganciata dal reddito e in grado teoricamente di concorrere con altre forme di tassazione che si dovessero realizzare a seguito dell’approvazione unionale o internazionale dei Pillar 1 e 2, comunque auspicata. Si sofferma poi sulle attività aventi ad oggetto gli “intangibili”, individuando nel dominio sui fattori produttivi di terzi la giustificazione della tassazione, anche rispetto alla digital service tax italiana. Propone, finalmente, una rinnovata lettura del requisito dell’“appartenenza” alla comunità organizzata dei soggetti economici chiamati al  tributo, sebbene privi di relazioni materiali con la comunità stessa.

The essay deals with the issue of the dimensions of contributory capacity in the digital economy in relation to the relationship between contributory duty and territory, as a constitutive element of the notion of state and delimitation of sovereignty, and the relationship between contributory capacity and wealth produced by the new economies. On the first, proposes a different concept of territoriality and nexus, based on “invisible materiality” of the energy observed with the lens of physics, and then goes on to examine sovereignty in the legal and tax aspects; on the second, focuses on the contributory capacity as criteria for the distribution of pubblic expenditure. He proposes to give this criterion the substance of the “relationship of economically significant utility”, and then identify such a relationship in the effects produced by the digital activities of impoverishment of the public finances of the source states, also due to the “international double non-taxation” of riches realized by these, and of alteration of the rules on competition. Effects to which corresponds, for digital companies, an additional wealth and different from the income one that obtains it by force from the dominant organization of their own, an organization which is already capable of legitimizing taxation in itself. To give substance to the constitutional principles of solidarity, substantial equality and other free economic initiative, to protect which the sovereignty of the state can and perhaps must rise, proposes a form of taxation detached from income and theoretically capable of competing with forms of realize taxation that occurs following the Union or international approval of Pillars 1 and 2, however desired. He then focuses on the activities relating to “intangibles”, identifying the justification for taxation in the domain over third party production factors, also with respect to the Italian digital service tax. Finally, it proposes a renewed reading of the requirement of “belonging” to the organized community of the economic subjects called to the tax, even if they have no material relations with the community itself.