L’approdo (forse) definitivo della Cassazione in tema di motivazione degli atti e di formazione della prova nel processo

Di Christian Califano  -

A breve distanza di tempo la Cassazione giunge, in tema di motivazione degli atti tributari, a due approdi diversi e, per molti versi, inconciliabili: dopo aver sancito la possibilità di integrazione nel corso del giudizio dei presupposti di fatti e delle ragioni di diritto che hanno determinato un provvedimento dell’Amministrazione finanziaria succintamente motivato, la giurisprudenza di legittimità a pochi mesi di distanza definisce l’obbligo di motivazione “un requisito intrinseco dell’atto” e ritenendo inammissibile una motivazione postuma, derivandone importanti corollari in tema di vizi dell’atto e di formazione della prova nel processo tributario. 

Within a strict range of time, the Supreme Court of Cassation comes to two divergent and, for many facets, irreconcilable approaches, regarding the value and the function accomplished by the reasons upholding tax verification notices. In fact, after having allowed the Tax Authority to add factual and legal elements, even during the trial phase, which supplement the premises of a previous administrative tax deed, the Supreme Court case law – a few months afterwards – defines the motivation duty “an essential requirement of any tax deed” and, as a consequence, retains inadmissible an out-of-time addition of reasons, implying important corollaries in the context of the shortcomings affecting the deed thereof and in relation to the discharge of the parties’ burden of proof before tax Courts proceedings.