L’imposta sulle transazioni finanziarie relative a strumenti derivati alla luce del principio della libera circolazione dei capitali

Di Antonio Marinello -

Il presente lavoro trae spunto dalla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea C-565/18, Société Générale, che ha affermato la compatibilità con il principio della libera circolazione dei capitali delle disposizioni relative all’imposta italiana sulle transazioni finanziarie (ITF) che prevedono la tassazione delle operazioni di cessione di strumenti finanziari derivati, aventi come sottostante titoli emessi in Italia indipendentemente dal luogo in cui l’operazione è conclusa, o dallo Stato di residenza delle parti. Sullo sfondo della decisione rimangono aperte altre importanti questioni, relative all possibile rilevanza costituzionale – per ciò che attiene al principio di uguaglianza, nonché al principio di capacità contributiva – di un’applicazione così estesa e territorialmente generalizzata del tributo e della evidente “discriminazione alla rovescia” che si determina in relazione ai titoli disciplinati dal diritto italiano.

The essay discusses a recent judgment of the Court of Justice of the European Union (C-565/18, Société Générale), on the European compatibility of the Italian Financial Transactions Tax (FTT). After recalling the subjective and objective scope of application of the tax, the analysis focuses on its European compatibility, when applied to financial transactions involving financial derivatives, regardless of where the transaction is concluded, or the State of residence of the parties. Other important questions remain in the context of the decision, relating to the possible constitutional relevance – as regards the principle of equality and the principle of ability to pay – of such a widespread and territorially generalized application of the charge and of the “reverse discrimination” that is determined in relation to the titles governed by Italian law.