Appunti sul processo matematico-mv. L’accordo giudiziale-mv in giusmatematichese-mv.

Di Marco Versiglioni -

Abstract

Scopo precipuo del contributo è testare un peculiare modello legistico-mv ricavabile dal Diritto Matematico-mv. Come materiali da testare, esso propone alcune preliminari idee formulate ai fini dello studio di una riforma del processo tributario e, più in particolare, dell’accordo giudiziale, inteso come equivalente-mv della sentenza. Dopo aver fissato alcune minimali premesse, viene elaborata un’ipotesi di articolato legislativo pensato e scritto in giusmatematichese-mv, linguaggio, questo, a metodo vincolato formale e di facile softwarizzabiltà. L’articolato è, infatti, accompagnato da tabelle di automazione-mv ordinanti l’uso, analogico o informatizzato, delle disposizioni prefigurate e costituenti, esse stesse, parti necessarie del testo legislativo. Probabilmente, nel futuro prossimo delle leggi digitali le tabelle di automazione-mv costituiranno la fonte del diritto e l’articolato tradizionale la spiegazione.

Notes on the mathematic process. The judicial settlement in legal-mathematicalese-mv . – The primary objective of the article is to test an original model for law-making-mv deriving from Mathematical Law-mv.  As materials to be tested, it proposes some preliminary ideas formulated to study a reform of the tax trial and, more specifically, of the judicial settlement, understood as the equivalent-mv of judgment.  After establishing some minimal premises, it develops an hypothesis of legislative structure imagined and written in legal-mathematicalese-mv, a language with a formal constrained method that can be easily translated into software.  In fact, the structure is accompanied by automation tables-mv ordering the use, analogical or digital, of the provisions hypothesized and constituting, themselves, necessary parts of the legal text. It is postulated that in the near future of digital laws-mv, the automation tables-mv will become the source of law and the legal text the explanation.

Sommario: I. Premessa. – II. Logica matematica-mv e linguaggiomatematico-mv matematico-mv come metodi di riforma del processo. – III. Riforme e leggi sulle leggi. – IV. Riforme e leggi tributarie sostanziali. – V.  Riforme e leggi sul processo tributario. – VI. Proposta di articolato scritto in giusmatematichese-mv e tabelle di automazione-mv

 

 

I. Ricevuto l’invito a fornire un contributo di idee nell’ambito dei lavori della Commissione di studio istituita dall’AIPSDT per una riforma della vigente legislazione sul processo tributario, ho domandato e ottenuto licenza di spaziare oltre l’usuale, ossia di superare i confini tipici del metodo legistico tradizionale e del merito “manutentivo” dell’esistente.

Il tema a me assegnato comprende il reclamo, la mediazione e la conciliazione giudiziale. Nel tema sono anche inclusi i c.d. ADR (alternative dispute resolution) che, alla luce della recente normativa, dovrebbero consentire alle amministrazioni fiscali dei vari paesi di superare questioni giuridiche internazionali. In definitiva, il tema è la ’attuazione consensuale della norma tributaria’ [1].

Così, vorrei cogliere questa importante occasione, forse unica, per testare anche in sede legistica-mv la famiglia-mv, ossia l’algoritmo-mv (A-mv)[2] del diritto matematico-mv ponendo sul banco di prova proprio il tema a me assegnato.

Certamente, per svolgere il test e per seguirne l’andamento occorre un bagaglio di attrezzature che qui non è possibile tornare ad illustrare. Perciò, corre l’obbligo rinviare ai miei precedenti lavori[3], con la speranza che il lettore abbia la pazienza e la curiosità di sfogliare il minidizionario-mv del giusmatematichese-mv che utilizzerò per affrontare la prova.

Si tratta di appunti, anzi – volutamente – di primi e parziali appunti, sperabilmente provocatori di una dialettica. Tant’è che, proprio auspicando di suscitare qualche risposta falsificante, in essi sono presenti talune imperfezioni o contraddizioni logiche (che eliminerò poi).

Dovrò tuttavia, per forza di cose, esporre qui sia nuove premesse generali sul processo e sul procedimento che sono propri di un diritto con verità-mv, sia nuove premesse speciali sul tributo, sul procedimento e sul processo tributario, sia, infine, nuove premesse e parole logico-matematiche, ancorché limitate allo stretto necessario.

L’obiettivo, per quanto possibile all’umana debolezza, è lasciare intatte le prerogative e le forze del metodo-mv di cui è fatto il diritto matematico-mv, così che il risultato legistico possa risultare quanto più puro, ossia estraneo ad agenti deterministici o a scelte di preferibilità.

Tale obiettivo sarà perseguito mantenendo ferma la prospettiva di una facile “softwarizzabilità” del risultato legistico-mv, fatto di parole, segni e discorsi (non numeri) tutti matematicamente classificabili in semplici e univoche tabelle di verità-mv e/o tabelle di automazione-mv. Come tali, informatizzabili digitalmente in via binaria.

Le tabelle di verità-mv, le tabelle informatiche-mv o tabelle di codificazione binaria-mv, nonché le tabelle di automazione-mv sono particolarmente importanti. Infatti, a prescindere dalla posizione qui assegnata, in calce all’articolato, tali tabelle, in caso di dubbio, prevalgono sull’articolato testuale.

Probabilmente, nel futuro prossimo delle leggi digitali [4], tali tabelle costituiranno la fonte del diritto e l’articolato tradizionale la spiegazione. Il processo formativo o applicativo del diritto sarà analogico-analogico – digitale – analogico.

Forse, stando a quanto si osserva, in un futuro molto più eventuale e lontano, la c.d. intelligenza artificiale potrebbe dotare l’umanoide della capacità di ascoltare il caso e fungere da indice-mv idoneo ad attivare l’algoritmo-mv. In tal caso, il processo formativo o applicativo del diritto potrebbe divenire analogico-digitale-digitale-analogico.

 

II. Ecco, dunque, alcune riflessioni sul metodo logico e sul linguaggio matematico-mv.matematico-mv

1. Pensando al processo (e al procedimento) in genere, forse sarebbe utile trovare un modo che consentisse di superare e lasciare definitivamente alle spalle l’antico e perdurante conflittualismo duale, riconducibile al tipo ordinatorio/codicistico e rappresentato da molteplici e noti trade off: isonomico/asimmetrico, dispositivo/inquisitorio, dichiarativo/costitutivo etc.

2. Probabilmente, un modo potrebbe essere identificare il processo (e il previo procedimento) con la funzione pluralista di tipo retributivo a ciascuno il suo-mv; una funzione, la cui ragione di verità è l’uguaglianza proporzionale, vale a dire, ancor più in dettaglio, in termini logico-matematici, l’‘equivalenza’ [5].

3. La funzione pluralista-mv (= la funzione di equivalenza processuale-mv) è infatti la traduzione logico-matematica della “uguaglianza di tutti davanti alla legge”, così come della “non discriminazione di alcuno” o della “parità di tutti” etc.

4. Perciò, tale funzione ordinatrice è la sola in grado di superare a priori, senza vinti né vincitori, l’antico conflitto ordinatorio/codicistico duale di cui si è detto[6]. Infatti, essa ordina di dare a ciascun indice-mv (=questione controversa) il suo codice-mv (ordine o forma logica), cioè la forma matematica-mv ‘da usare’ per risolvere la questione, a prescindere dal fatto che essa dipenda dalla forza della natura delle cose o dalla debolezza dell’artificio umano.

5. Un qualunque processo (tipico di ogni Stato di diritto) che implichi la coppia “ciascuno” “e” “suo” implica analogamente una coppia indice-mv e-mv codice-mv, cioè un combinamento, se non altro perché testimoniato senza dubbio dalla presenza della congiunzione “e” [7].

6. Un processo ha ad oggetto questioni, ossia relazioni apofantiche tra il fatto e la sua realtà; tra l’atto e il suo modello; tra la disposizione e la sua norma etc.

7. Le relazioni di cui un processo matematico-mv è fatto matematico-mv (ossia gli indici-mv) possono presentare solo quattro (non tre, non cinque) forme logiche (codici-mv).

8. Gli indici-mv sono così chiamati perché mediante la funzione di equivalenza-mv essi indicano all’algoritmo-mv di chiamare a sé, ossia di pescare, il loro codice-mv (e così innescano la costruzione del combinamento, ossia la coppia).

9. I codici-mv sono elementi unificanti di insiemi di regole (statuti o regimi) identificati dal tipo di logica-mv, ossia dal tipo di verità-mv che alimenta l’operatore logico.

10. I codici-mv sono quattro e costituiscono al contempo fine e mezzo del diritto, ossia i possibili caratteri tipologici.

11. Ciascun codice-mv ha una propria forma logica-mv e contiene in sé una propria regola-mv. I codici-mv disciplinano tutto ciò che serve al processo e che va usato nel processo (prova, interpretazione, motivazione, decisione, accertamento, composizione, divisione, unione, etc.) affinché ogni sentenza e ogni accordo processuale possano dirsi equivalenti.

12. Due sentenze (S1 e S2) si dicono equivalenti-mv quando rendono uguali i rapporti tra se stessi e i loro casi (C1 e C2); di tal ché S1 : C2 = S2 : C2.

13. Allo stesso modo due accordi processuali (AP1 e AP2) si dicono equivalenti quando rendono uguali i rapporti tra se stessi e i loro casi (C1 e C2); di tal ché AP1 : C1 = AP2 : C2.

14. Quanto appena visto è un dato comune anche nei sistemi di Common Law, e, per quanto interessa, lo è anche nella dottrina delle ADR ove, appunto, la sentenza (S) è diversa dall’accordo processuale (AP) perché non è possibile costruire l’eguaglianza proporzionale tra mezzi diversi, ossia (S1 : C2 = S2 : C2) ≠ (AP1 : C1  = AP2 : C2).

15. Il problema è che in un diritto con verità-mv, ossia un diritto di fonte legale, valido se, e solo se, verifica un parametro (costituzionale, unionale, internazionale) che ad esso preesiste, un diritto dunque che rende logicamente indisponibile il falso, non è possibile la disuguaglianza proporzionale (tipica di un diritto senza verità-mv) che è invece implicata dalla dottrina delle ADR (quali second best); infatti, in un diritto con verità-mv, tale diseguaglianza non è valida a priori. Il parametro di validità del diritto con verità-mv impone infatti necessariamente: (S1 : C2 = S2 : C2) = (AP1 : C1  = AP2 : C2).

16. In definitiva, se è l’equivalenza la regola fondamentale del diritto, allora quanto è a dirsi per l’accordo può (rectius: deve) dirsi per la sentenza, per il provvedimento, per il contratto, per il negozio, per l’atto giuridico, per il fatto giuridico etc. Se, infatti, unico è il giusmatematichese-mv, unico è anche il rapporto che corre tra ciascuna di queste cose e la ‘sua’ dirittocità-mv.

 

III. Di seguito alcune propedeutiche proposte di modifica di leggi sulle leggi.

17. La legistica matematica-mv. Le tradizionali leggi scritte, qualunque sia il loro tipo (sostanziale, strumentale, sanzionatorio etc.) dovrebbero essere formulate con logica matematica-mv e scritte con linguaggio giuridico matematico-mv (=giusmatematichese-mv). L’articolato che segue ne è mero, incompiuto e provvisorio esempio.

18. Inoltre, le futuribili leggi matematiche digitali-mv (a contraddizione esclusa) dovrebbero indicare, con riguardo alle parole-chiave, sia i sinonimi e i contrari veri, sia i sinonimi e i contrari falsi e, riguardo al resto, conformarsi alla progressione dei risultati che le tecniche di digitalizzazione del linguaggio, come tale, stanno registrando.

19. L’automazione legislativa matematica-mv. Al testo delle leggi, fatto di parole, segni e discorsi, dovrebbero seguire, in appendice, le relative tabelle di verità-mv e/o di automazione matematiche-mv. Le tabelle di verità e/o di automazione matematica poste a margine della proposta di articolato che segue ne sono un primo, parziale e provvisorio esempio.

20. Le regole di giudizio matematiche-mv. La legge dovrebbe esplicitare le regole di giudizio matematiche-mv destinate a tutti gli operatori del diritto, ivi incluso il Giudice.

21. L’interpretazione giusmatematica-mv. La legge dovrebbe contenere una disciplina integrativa/derogatoria dell’attuale articolo art. 12 delle preleggi al c.c.[8] Questa disciplina dovrebbe rendere esplicite le norme d’uso-mv del diritto con verità-mv (ad es. il diritto tributario o il diritto penale) e del diritto senza verità-mv (ad es. parte del diritto privato o del diritto amministrativo), elencando le forme logiche della identità-mv, della corrispondenza-mv, della coerenza-mv e del consenso-mv, esplicitando i relativi codici-mv e rinviando, per i regimi, ai loro statuti logico-matematici-mv.

22. L’analogia matematica-mv. La legge dovrebbe ammettere e disciplinare in via generale l’analogia matematica-mv ([9]), purché usata in via di equivalente-mv. Invece, dovrebbe essere esclusa la metafora-mv.

23. I Brocardi matematici-mv e gli argomenti retorico-matematici-mv. La legge dovrebbe classificare, sistemare e disciplinare in senso matematico-mv i brocardi e gli argomenti retorici classici. Tutto ciò dovrebbe confluire in tabelle di verità o di automazione-mv [10].

24. La prova matematica-mv. La legge dovrebbe aggiornare la disciplina della prova-mv, distinguendo i tipi (prova scientifica-mv e prova etica-mv) e riformando, in chiave matematica-mv, l’attuale disciplina codicistica delle “prove”. Ciò anche in considerazione che le “prove” attuali sono basate su tralaticie massime di comune esperienza ormai superate dall’etica attuale e sono in gran misura non più idonee a fondare e sorreggere il passaggio matematico-mv dal fatto noto al fatto ignorato.

25. I codici matematici-mv e gli statuti matematici-mv. Chiarite le regole dell’interpretazione matematica-mv, dell’analogia matematica-mv, dei brocardi matematici-mv degli argomenti retorico matematici-mv, nonché della prova matematica-mv, queste regole dovrebbero essere poi raccolte in quattro distinti insiemi omogenei, ciascuno dei quali identificato da uno dei quattro codici-mv. Tali insiemi dovrebbero poi includere le regole dei rispettivi regimi, ossia gli statuti matematici-mv (ad es. le regole di giudizio concernenti la domanda, il contraddittorio, la non contestazione, il litisconsorzio, la divisibilità, le patologie degli atti, la successione delle leggi, la successione degli atti etc.).

26. International Equivalent Dispute Resolution-mv. Sono gli accordi internazionali raggiunti consensualmente dalle amministrazioni fiscali nazionali, e la cui disciplina si conforma all’equivalenza come regola fondamentale del diritto.

IV. Di seguito alcune propedeutiche proposte di modifica di leggi tributarie sostanziali.

27. L’ imposta equa-mv: Ciascuna legge di imposta (o, in alternativa, lo Statuto dei diritti del Contribuente) dovrebbe includere una disposizione integrativa della disciplina ordinaria dettata per la determinazione della base imponibile e dell’imposta; tale disposizione dovrebbe prevedere in via residuale che nei casi nei quali la determinazione della base imponibile e dell’imposta implica la soluzione di questioni controvertibili all’infinito-mv, l’imposta è dovuta sulla base di una determinazione equitativa. La determinazione equitativa è fatta sulla base del criterio etico-mv del male minore oggettivo-mv (ossia il male minore per il singolo e per la collettività), tenuto conto, in modo efficiente, del grado di incertezza della questione e della probabilità, ora scientifica-mv, ora etica-mv relativa delle diverse possibili soluzioni.

28. L’imposta equamente ripartita. Le leggi di imposta che hanno ad oggetto tributi a possibile rilevanza internazionale e suscettibili di divenire oggetto di convenzioni volte ad evitare doppie imposizioni dovrebbero includere una disciplina integrativa della disciplina ordinaria dettata per la determinazione della base imponibile e dell’imposta; tale disposizione dovrebbe prevedere in via residuale che nei casi nei quali la determinazione della base imponibile e dell’imposta implica la soluzione di questioni controvertibili all’infinito-mv, che formano oggetto di accordo tra amministrazione fiscali è fatta sulla base della determinazione equitativa del riparto delle imposte stabilito dall’EDR.

29. La non sanzionabilità logica-mv. La disciplina delle sanzioni (amministrative e penali) dovrebbe prevedere la non sanzionabilità/non punibilità delle condotte relative ai casi disciplinati da disposizioni controvertibili all’infinito-mv o comunque implicanti questioni controvertibili all’infinito.

30. La sanzione equa-mv. La disciplina delle sanzioni dovrebbe prevedere una sanzione specifica per la condotta abusiva (ossia la condotta di chi profitta a suo vantaggio di norme tributarie invalide – ma vigenti perché non dichiarate tali – in quanto non atte a verificare la relazione necessaria con il loro parametro costituzionale).

 

V. Inoltre, alcune propedeutiche proposte di modifica di leggi sul processo tributario.

31. La lite ad attuazione equitativa-mv. La lite che ha ad oggetto una o più questioni controvertibili all’infinito è decisa con procedimento speciale che si conclude con la sentenza equa-mv.

32. La lite mista-mv. La lite che, oltre a questioni controvertibili all’infinito, ha ad oggetto anche distinte ed autonome questioni di altro tipo, è decisa con procedimento speciale che, limitatamente alle questioni controvertibili all’infinito, si conclude con la sentenza equa-mv.

33. La sentenza equa-mv. La sentenza equa-mv è assunta dalle Sezioni Unite Equitative. Le Sezioni unite equitative sono costituite da sei membri, dei quali tre appartenenti alla commissione tributaria provinciale e tre appartenenti alla commissione tributaria regionale. Avverso la sentenza equa-mv può essere proposto ricorso per cassazione per i motivi di cui ai numeri dell’art. 360 del codice di procedura civile. La sentenza equa è impugnabile ai sensi dell’art. 395 del codice di procedura civile.

34. La non appellabilità della decisione su questioni controvertibili all’infinito. Se la questione è controvertibile all’infinito, la decisione giudiziale va assunta alla luce della verità consenso e dell’equità etica. Tale decisione non è appellabile, non esistendo logicamente una soluzione giuridica predeterminata.

 

VI. Infine, la proposta di articolato scritto in giusmatematichese-mv e le tabelle di automazione-mv

capo X

Attuazione Consensuale Equivalente

della norma tributaria o dell’adempimento tributario

I – norme generali

Art. 1. Possibilità dell’attuazione consensuale tributaria.

  1. L’attuazione della norma tributaria o dell’adempimento tributario può formare oggetto di attuazione consensuale tributaria (nel prosieguo “attuazione consensuale”).
  2. Fine ordinamentale dell’attuazione consensuale è evitare o comporre un conflitto giuridico o un conflitto economico, realizzando una pronta e perequata attuazione del tributo mediante il combinamento logico dei valori di certezza e di giustizia che assicura che ciascuno riceva il suo o dia il suo.

Art. 2. L’attuazione consensuale amministrativa.

  1. L’attuazione consensuale realizzata in sede amministrativa è bilaterale e, se riferita al medesimo oggetto, evita o falsifica e dunque sostituisce l’attuazione unilaterale, sia essa spontanea o autoritativa.

Art. 3. L’attuazione consensuale giudiziale.

  1. L’attuazione consensuale realizzata in sede giudiziale è bilaterale e, se riferita al medesimo oggetto, evita o falsifica e dunque sostituisce l’attuazione unilaterale, sia essa spontanea o autoritativa. Tuttavia, l’attuazione consensuale giudiziale si svolge con l’assistenza del giudice che, se ne sussistono i presupposti di validità logico-giuridica, la promuove e/o l’ammette e, senza svolgere alcun sindacato di merito, dopo averne constatato il perfezionamento, dichiara l’estinzione del giudizio per cessata materia del contendere.

Art. 4. Validità logico-giuridica dell’attuazione consensuale.

  1. L’attuazione consensuale amministrativa e l’attuazione consensuale giudiziale sono valide ed efficaci se e solo se equivalenti, sul piano logico-giuridico, rispettivamente, all’attuazione amministrativa o all’attuazione giudiziale.
  2. Si ha equivalenza logico-giuridica quando sono rispettate tutte le disposizioni di questo capo che disciplinano i presupposti e il contenuto dell’attuazione consensuale.

Art. 5. Fonte legale della prestazione tributaria. Indisponibilità tributaria.

  1. L’attuazione consensuale soggiace al principio della fonte legale della prestazione tributaria e alla conseguente indisponibilità tributaria.
  2. L’indisponibilità tributaria dipende in senso inversamente proporzionale dal codice di controvertibilità indicato dalla questione tributaria controversa. L’indisponibilità tributaria presenta codice ideale, puntuale, intervallare o rovesciato se il codice indicato dalla controvertibilità logico-giuridica della questione controversa è rispettivamente: inesistente, puntuale, intervallare o infinito.
  3. L’indisponibilità tributaria ideale implica verità-identità, l’indisponibilità puntuale implica verità-corrispondenza, l’indisponibilità intervallare implica verità-coerenza, l’indisponibilità rovesciata implica verità-consenso.
  4. La controvertibilità logica ideale, puntuale o intervallare implica accertabilità ideale, puntuale o intervallare. La controvertibilità logica infinita implica non accertabilità ma componibilità.
  5. Se la questione controversa è accertabile, l’Amministrazione finanziaria e il contribuente hanno il dovere di accertare anche in caso di attuazione consensuale. Se la questione controversa non è accertabile, l’Amministrazione finanziaria e il contribuente hanno il dovere rovesciato di fare quanto possibile per comporre, senza tentare di accertare.
  6. Sono fonti di responsabilità sia la violazione del dovere di accertare, sia la violazione del dovere rovesciato di comporre.

Art. 5. Funzione dell’attuazione consensuale.

  1. L’attuazione consensuale della norma tributaria può avere funzione liquidatoria, accertativa o compositiva. La funzione dell’attuazione consensuale dipende dal tipo, ideale, puntuale, intervallare o impossibile della accertabilità logico-giuridica di ogni singola questione controversa: se l’accertabilità logico-giuridica è ideale, la funzione è liquidatoria; se è puntuale o intervallare, la funzione è accertativa; se è impossibile, la funzione è compositiva.
  2. L’attuazione consensuale dell’adempimento tributario, se verte su una questione giuridica, può avere funzione liquidatoria, accertativa o compositiva nei termini indicati al comma 1. Se, invece, verte su un conflitto economico, ha funzione compositiva.

Art. 6. Unitarietà e parziarietà dell’attuazione consensuale.

  1. Se la questione controversa, unitariamente intesa rispetto a una data ragione di divisibilità, è divisibile perché costituita da questioni parziali identificabili tipologicamente in base ad altra valida ragione di divisibilità, l’attuazione consensuale somma le differenti funzioni e, ove non altrimenti possibile, opera mediante prevalenza; se la questione controversa, unitariamente intesa, non è divisibile in questioni parziarie identificabili tipologicamente mediante altra valida ragione di divisibilità, la funzione è necessariamente compositiva.

Art. 7. Efficacia dell’attuazione consensuale.

  1. L’attuazione consensuale della norma tributaria e dell’adempimento tributario può raffigurare o prefigurare, trovare o stabilire.
  2. L’efficacia dell’attuazione consensuale è limitata al controverso che le parti devono confinare previamente, a pena di invalidità.
  3. L’ambito del controverso che ha formato oggetto di attuazione consensuale è premessa di applicazione del principio rebus sic stantibus, quando la funzione è accertativa o del principio pacta sunt servanda, quando la funzione è compositiva.
  4. L’efficacia della attuazione consensuale può essere dichiarativa-conoscitiva, dichiarativa-accertativa, costitutiva-accertativa e costitutiva-compositiva. E’ dichiarativa-conoscitiva, se la questione controversa è ideale, è dichiarativa-accertativa, se la questione controversa è puntuale, è costitutiva-accertativa, se la questione controversa è intervallare, è costitutivo-compositiva, se la questione controversa è impossibile.

Art. 8. Ragioni dell’attuazione consensuale.

  1. Le ragioni soggettive delle parti che attuano consensualmente la norma tributaria o il pagamento tributario devono rappresentare le ragioni oggettive della stessa, sia sul piano cognitivo, sia sul piano volitivo.
  2. Sono ragioni oggettive di attuazione consensuale le ragioni, desumibili dalla logica della questione controversa, che spiegano la soluzione trovata o giustificano la soluzione stabilita, secondo il tipo, scientifico o etico, della concreta questione controversa ovvero la natura giuridica od economica del concreto conflitto.

Art. 9. Partecipazione e contraddittorio.

  1. La partecipazione in senso lato include il contraddittorio. La partecipazione in senso stretto non lo include.
  2. La partecipazione in senso stretto è implicata da questioni idealmente non controvertibili, si fonda su mere conoscenze, e non ha efficacia confessoria.
  3. Il contraddittorio cognitivo è implicato da questioni in pratica non controvertibili, si fonda su prove scientifiche e ha efficacia confessoria.
  4. Il contraddittorio cognitivo/deliberativo è implicato da questioni controvertibili entro limiti dati dal legislatore, si fonda in parte maggioritaria su prove scientifiche o prove etiche nonché, in parte minoritaria, su deliberazioni e, per la parte cognitiva, ha efficacia confessoria.
  5. Il contraddittorio deliberativo è implicato da questioni controvertibili all’infinito, si fonda su non-prove, siano esse mere conoscenze, medie o altre logiche valide a prescindere dalla loro relazione con la realtà, e non ha efficacia confessoria.  

Art. 10. Motivazione trasparente dell’attuazione consensuale.

  1. L’attuazione consensuale implica necessariamente, a pena di nullità, la motivazione trasparente.
  2. La motivazione è trasparente quando dà conto matematico di tutti i seguenti elementi: a) contenuto e limiti oggettivi del controverso; b) tipo, ideale, puntuale, intervallare o impossibile, del controverso; c) presenza o assenze di riserve espresse dalle parti sul controvertibile non controverso; d) metodo logico e criterio di verità; e) iter logico-giuridico; f) criterio e calcolo di efficienza.

Art. 11. Forme dell’attuazione consensuale.

  1. Se la legge non prevede diversamente, l’attuazione consensuale implica, a pena di inesistenza o di nullità, sia la manifestazione di volontà bilaterale, sia la forma scritta ed espressa in modelli di atti predefiniti da regolamento ministeriale, ancorché possa essere realizzata mediante dichiarazioni distinte.

Art. 12. Perfezionamento degli atti che veicolano l’attuazione consensuale.

  1. Se l’attuazione consensuale ha funzione liquidatoria o accertativa, gli atti mediante i quali essa si realizza si perfezionano con la sottoscrizione.
  2. Se l’attuazione consensuale ha funzione compositiva o adempitiva, gli atti mediante i quali essa si realizza si perfezionano con il pagamento di quanto dovuto, nel rispetto dei modi e dei termini pattuiti. In caso di pattuito pagamento rateale, l’accordo si perfeziona col pagamento dell’ultima rata ma, in caso di inadempimento o di tardivo adempimento nel pagamento di almeno due rate del piano pattuito, le parti potranno novare la precedente pattuizione.

Art. 13. Mezzo tipico di attuazione consensuale.

  1. L’attuazione consensuale si realizza per mezzo dell’accordo tributario.
  2. L’accordo tributario è costituito da veicolo amministrativo o giudiziale e da contenuto consensuale.
  3. L’accordo tributario è disciplinato da norme tributarie; in caso di lacuna, se compatibili con le norme tributarie, è disciplinato da norme di diritto pubblico e di diritto amministrativo con riguardo al veicolo e dalle norme del diritto civile con riguardo al contenuto consensuale e alla funzione.

Art. 14. Tipi e tipologie dell’accordo tributario.

  1. I tipi dell’accordo tributario sono riconducibili a due tipologie: la tipologia strutturale e la tipologia funzionale.
  2. La tipologia strutturale include due tipi: l’accordo amministrativo tributario e l’accordo giudiziale tributario. L’accordo amministrativo tributario è veicolato da un atto amministrativo e segue le regole che disciplinano direttamente o indirettamente l’attuazione amministrativa tributaria, l’accordo giudiziale tributario è veicolato da un atto giudiziale e segue le regole che disciplinano direttamente o indirettamente l’attuazione giurisdizionale tributaria.
  3. La tipologia funzionale dell’accordo tributario include quattro tipi: l’accordo tributario liquidatorio, l’accordo tributario accertativo, l’accordo tributario compositivo, l’accordo tributario adempitivo o estintivo. L’accordo amministrativo tributario e l’accordo giudiziale tributario possono veicolare contestualmente, distinti accordi tributari riconducibili a tipi funzionali diversi.

II – Norme Speciali

II. – Accordo Tributario Amministrativo

…..

II.B – Accordo Tributario Giudiziale

Art. 20. Accordo tributario giudiziale.

  1. In pendenza di giudizio, qualunque sia il grado o la fase, le parti possono svolgere trattative col fine di far cessare la lite mediante l’accordo tributario giudiziale, come disciplinato, in via generale e sistematica, dagli articoli da 1 a 14 e, in via specifica, dagli articoli seguenti.
  2. L’iniziativa volta a raggiungere l’accordo può essere presa da una qualunque delle parti. Può, inoltre, venir promossa dal Giudice.
  3. L’accordo giudiziale tributario può avere ad oggetto una parte del controverso, purché logicamente divisibile e diviso dal resto. In ogni caso i resti sono individuati e disciplinati con logica modulare.
  4. Nel caso in cui parte del controverso rivesta natura internazionale e tale parte sia divisibile trova applicazione l’accordo internazionale equivalente.

Art. 21. Accordo giudiziale liquidatorio e accertativo.

  1. Se la questione controversa confinata dalle parti indica codice di accertabilità ideale, l’accordo tributario è liquidatorio; se invece indica codice di accertabilità puntuale, l’accordo è accertativo. Le ragioni di questi accordi sono costituite da discorsi brevi basati su mere conoscenze o fatti di accertamento scientifici che, sul piano cognitivo, implicano l’automaticità logico-scientifica ideale o pratica e, sul piano volitivo, implicano convenienza logica ideale o puntuale quale causa della doverosità di liquidazione o di accertamento puntuale.
  2. Se la questione controversa confinata dalle parti è accertabile in modo intervallare, l’accordo tributario è accertativo. In questo caso, le ragioni sono costituite da discorsi lunghi basati anche su fatti di accertamento etici che, sul piano cognitivo, implicano discrezionalità logica nei termini imposta dal tema e, sul piano volitivo, implicano sia il ricorso a ragioni ulteriori e diverse rispetto a quelle che giustificano i limiti dell’intervallo, sia il bilanciamento efficiente e imparziale tra la logica pacta sunt servanda e la logica rebus sic stantibus.
  3. Nell’accordo giudiziale liquidatorio o accertativo le parti descrivono e confinano la questione controversa, quindi trovano la soluzione consensuale alla luce dei fatti e delle disposizioni che regolano la determinazione unilaterale della base imponibile e/o dell’imposta.
  4. Laddove applicabili, le sanzioni sono ridotte ad un terzo del minimo edittale.
  5. L’accordo giudiziale liquidatorio o accertativo si perfeziona con la sottoscrizione e costituisce titolo per la riscossione.
  6. Le parti depositano l’accordo giudiziale liquidatorio o accertativo presso la Segreteria della Commissione tributaria e domandano congiuntamente che sia dichiarata la cessata materia del contendere. In sede di udienza, alla presenza delle parti, la Commissione tributaria, se riscontra la sussistenza delle condizioni di ammissibilità, pronuncia sentenza di cessata materia del contendere, altrimenti, fissa con ordinanza l’udienza di trattazione.
  7. L’accordo giudiziale liquidatorio o accertativo è modificabile, integrabile e impugnabile, entro il termine di decadenza dell’azione accertativa, sia in caso di sopravvenuta conoscenza di nuovi fatti rilevanti e decisivi, sia in caso di violazione delle norme tributarie generali e speciali di cui al presente capo, sia in caso di violazione di altre norme ad esso applicabili in caso di lacuna e di compatibilità.

Art. 21. Accordo giudiziale compositivo.

  1. Se la questione controversa confinata dalle parti indica codice di controvertibilità infinito, l’accordo tributario giudiziale è compositivo. Le ragioni di questo accordo sono costituite da discorsi lunghi ricavati dal contraddittorio deliberativo, svolto in adempimento del dovere di massima ricerca del consenso, seguendo logiche di convenienza, bilanciando prontezza e perequazione del tributo e applicando criteri di realizzazione del male minore per entrambe le parti.
  2. Nell’accordo giudiziale compositivo le parti descrivono e confinano la questione controversa, provano l’assenza di una o di più soluzioni predeterminate dalla legge, quindi stabiliscono consensualmente l’imposta equa o il credito di imposta equo.
  3. Le sanzioni non sono applicate e gli interessi di ritardato pagamento o rimborso dell’imposta non sono dovuti.
  4. L’accordo giudiziale compositivo si perfeziona con il pagamento e con l’adempimento dell’accordo adempitivo ad esso eventualmente collegato. In caso di inadempimento dell’accordo adempitivo collegato all’accordo compositivo, le parti potranno novare la precedente pattuizione. In caso di assenza di nuovo accordo l’accordo giudiziale compositivo non si perfeziona
  5. Le parti depositano l’accordo compositivo presso la Segreteria della Commissione tributaria e domandano congiuntamente che sia dichiarata la cessata materia del contendere. In sede di udienza, alla presenza delle parti, la Commissione tributaria, se riscontra la sussistenza delle condizioni di ammissibilità, pronuncia sentenza di cessata materia del contendere, altrimenti, fissa con ordinanza l’udienza di trattazione.
  6. L’accordo giudiziale compositivo è non modificabile e non integrabile anche in caso di sopravvenuta conoscenza di nuovi fatti rilevanti e decisivi; è tuttavia impugnabile sia in caso di violazione delle norme tributarie generali e speciali di cui al presente capo, sia in caso di violazione di altre norme ad esso applicabili in caso di lacuna e di compatibilità alla luce della sua natura compositiva e definitoria.

Art. 22. Accordo giudiziale adempitivo o estintivo..(continua)

 

capo X

tabelle di automazione-mv

Tabelle di automazione

[1] M. Versiglioni, L’attuazione consensuale della norma tributaria, Perugia, 1996. Id., Accordo e disposizione nel diritto tributario. Contributo allo studio dell’accertamento con adesione e della conciliazione giudiziale, Milano 2001.

[2] Per l’illustrazione dell’algoritmo A-mv, si veda M. Versiglioni, Diritto Matematico-mv, Pisa, 2020, 17 ss., in part. 21 ss.

[3] Per una recente raccolta di lavori sul tema, v. M. Versiglioni, Diritto Matematico-mv, Pisa, 2020, passim. Eventualmente, per un veloce approccio, v. WWW.DIRITTOMATEMATICO.IT

[4] M. Versiglioni, Legistica, ‘diritto matematico’ e ‘diritto digitale’, in Innovazione e diritto (online free), 2014; o in WWW.DIRITTOMATEMATICO.IT

[5] In metafora, non c’è a priori una ragione logica (tantomeno normativa) che indichi il tipo ordinatorio (il tipo di codice) da usare in assoluto per misurare la lunghezza delle cose (il chilometro o il metro ovvero il chilometro o il miglio terrestre); ciò che conta è che la misura sia matematicamente vera-mv. Ed essa è tale quando i tipi ordinatori (pur diversi tra loro) rendono (tradotto quanto v’è da tradurre, semplificato quanto v’è da semplificare) la stessa soluzione (3.000 m = 3Km o 2 miglia = 3,21 km), ossia quando a ciascun tipo ordinatorio si dà il suo (vale a dire quando la distanza venga misurata usando per lo stesso caso lo stesso tipo di ordine (funzione).

[6] Per ampi riferimenti su questo aspetto, se si vuole, M. Versiglioni, Prova e studi di settore, Milano, 2007, passim; M. Versiglioni, ‘Logiche’, ‘regole’ e ‘principi’ del ‘ragionamento giuridico tributario (2007), ora in Diritto Matematico-mv, Pisa, 2020, pag. 65 ss.

[7] In metafora, si tratta della stessa funzione naturale che a Chi domanda a Colui che deve (ex lege) aprire una cosa chiusa con viti e dadi combina le coppie vere (vite e cacciavite); (dado e chiave), e, specularmente, combina le coppie false (vite e chiave); (dado e cacciavite). Peraltro, tale funzione è copiata dall’uomo che crea continuamente funzioni artificiali che hanno la stessa forma logica [Y=f(x)]: si pensi alla funzione artificiale che combina il colore del bollino (bianco, verde, giallo o rosso) con il malato che si presenta in pronto soccorso in funzione della gravità del male. O ancora, per restare all’attualità, alla funzione che combina il colore della carta geografica con la regione affetta da Covid-19 in funzione della gravità della diffusione del virus.

[8] Inoltre, nella prospettiva tipica del settore del diritto al quale è destinato il presente lavoro, la legge dovrebbe abrogare l’attuale art. 10-bis dello Statuto dei diritti del contribuente, perché incostituzionale. In quest’ultimo senso, per una sintesi prova di espressioni matematiche, si veda M. Versiglioni, Abuso del diritto. Logica e Costituzione. ‘Imposta impossibile’ e ‘sanzione possibile’, in Abuso del diritto ed elusione fiscale, a cura della Valle, Ficari e Marini, Torino, 2016, pag. 47 ss.. Invece, per un approccio più analitico, contenente anche le espressioni matematiche sottese al, e a prova del, discorso, v. M. Versiglioni, Abuso del diritto. Logica e Costituzione, Pacini, 2016, pag. 53 ss.

[9] Se si vuole, per un approfondimento, v. M. Versiglioni, Abuso del diritto. Logica e Costituzione, Pacini, 2016, pag.  42 ss.

[10] Si tratta di un lavoro in corso di realizzazione e di mia prossima pubblicazione, si fa per dire.

Scarica il commento in formato pdf