Sospensione temporanea dei dazi e necessità di dimostrare la destinazione finale d’uso dei beni (parti o componenti) importati

Di Valeria Baldi -

(commento a Cass., sez. trib., 24 luglio 2019, n. 19972)

 

1. La Corte di Cassazione, con la recente pronuncia 24 luglio 2019, n. 19972, ha chiarito che soltanto le parti o componenti di aereo importate e destinate a essere utilizzate, per finalità costruttive, di manutenzione o di riparazione, in aeromobili in corso di realizzazione o già realizzati, ma necessitanti di tali beni per il loro funzionamento, possono beneficiare della sospensione temporanea dei dazi autonomi della tariffa doganale comune.

Restano assoggettate all’ordinaria imposizione in dogana, invece, le parti smontate di un aereo, già realizzato e funzionante.

La vicenda sottoposta all’attenzione della Suprema Corte ha ad oggetto l’importazione di elicotteri, nuovi e usati, smontati in parti, in relazione alla quale l’operatore economico ha beneficiato della sospensione temporanea dei dazi su parti e componenti di aeromobili, prevista dal Reg. UE 581/2018.

L’Agenzia delle dogane ha contestato la correttezza della classificazione doganale attribuita dall’operatore ai prodotti importati e la conseguente applicabilità della sospensione daziaria, procedendo al recupero dei dazi non versati.

A parere dell’Ufficio, infatti, il beneficio della sospensione daziaria concernerebbe esclusivamente i beni (parti o componenti) destinati a essere utilizzati per finalità costruttive, di manutenzione o di riparazione dei velivoli, e non anche le parti smontate di velivoli funzionanti.

2. L’agevolazione in discussione era stata introdotta dal Reg. CE 1147/2002, che ha stabilito la sospensione dei dazi autonomi della tariffa doganale comune applicabili alle parti, alle componenti e alle altre merci destinate ad essere inserite o utilizzate negli aeromobili civili, classificati ai capitoli 25-97 della tariffa doganale comune.

Finalità dell’agevolazione era quella di alleggerire le formalità amministrative per gli operatori economici del settore aeronautico, riducendo la necessità degli stessi di fare ricorso a regimi speciali, come il regime di uso finale, il regime di perfezionamento attivo o quello di deposito doganale

La normativa comunitaria prevedeva, quale requisito per la sospensione, la presentazione alle autorità doganali, al momento dell’immissione in libera pratica, della copia originale del certificato di idoneità alla navigazione aerea. In caso di impossibilità di presentare tale documento, era ammessa una dichiarazione, firmata dal venditore delle merci in questione, redatta sulla fattura commerciale o su un documento allegato.

Il Reg. CE 1147/2002 è stato abrogato e sostituito dal Reg. UE 581/2018, che ha confermato la sospensione dai dazi per le parti, le componenti e le altre merci destinate a essere incorporate o utilizzate in aeromobili e loro parti nel corso della costruzione, riparazione, manutenzione, rifacimento, modifica o trasformazione.

Ciò al dichiarato fine di alleviare gli oneri amministrativi sia per gli operatori del settore che per le Autorità doganali degli Stati membri, evitando il gravoso ricorso ai regimi speciali soggetti a vigilanza doganale.

3. La normativa europea ha proceduto all’aggiornamento dei documenti necessari al fine di beneficiare della sospensione daziaria, stabilendo che, all’atto della presentazione della dichiarazione di immissione in libera pratica, l’operatore deve rendere disponibile all’Ufficio, il certificato di riammissione in servizio (Modulo 1 dell’Agenzia europea per la Sicurezza aerea – ASEA), di cui all’allegato I, appendice I, del regolamento (UE) n. 748/2012, o un certificato equivalente.

La dichiarazione doganale di importazione deve recare, al campo 44, il numero di identificazione del certificato di riammissione in servizio o, in caso di riparazione o manutenzione di merci che hanno perso lo stato di aeronavigabilità, il numero di identificazione di un precedente certificato di riammissione in servizio.

Le disposizioni del Reg. UE 581/2018 sono state integrate dal Reg. Ue 1517/2018, con cui la Commissione europea ha specificato:

  1. nell’allegato I, l’elenco delle voci, delle sottovoci e dei codici della nomenclatura combinata delle merci che possono beneficiare della sospensione dei dazi;
  2. nell’allegato II, l’elenco dei certificati da considerare equivalenti al modulo 1 dell’AESA.

In presenza delle condizioni prescritte dalla legge, pertanto, è consentito agli operatori economici di sospendere temporaneamente i dazi doganali su parti o componenti destinati a essere inseriti o utilizzati in aeromobili civili.

 

4. Esaminata la normativa europea, la Suprema Corte ha rilevato come la stessa non possa trovare applicazione nel caso in esame, riguardante l’importazione di elicotteri funzionanti, smontati in singole parti.

E invero, derogando all’ordinario regime di tassazione delle merci in dogana, in ragione della loro destinazione particolare, le disposizioni de quibus non possono trovare applicazione oltre ai casi da esse espressamente disciplinati.

Per tale motivo, secondo i giudici di legittimità, il Reg. CE 1147/2002 (attuale Reg. UE 581/2018) deve essere interpretato restrittivamente, con la conseguenza che l’agevolazione doganale trova applicazione “solamente a quelle parti o componenti destinate a essere utilizzate, per finalità costruttive, di manutenzione o riparazione, in aeromobili in corso di realizzazione o già realizzati, ma necessitanti di tali parti per un corretto funzionamento, ma non può essere estesa alle parti smontate di un aereo, già realizzato e funzionante”.

In altri termini, ai fini della sospensione daziaria rileva la destinazione d’uso finale dei beni (parti o componenti di aeromobili), in quanto, diversamente, la disciplina potrebbe essere soggetta a facili forme elusive.

Tale interpretazione restrittiva, infatti, evita comportamenti abusi che potrebbe essere attuati attraverso la semplice scomposizione di un aeromobile in più parti, successivamente importate, al solo scopo di sospendere temporaneamente la tassazione in dogana.

La sentenza in commento si pone in linea con il costante orientamento giurisprudenziale, sia europeo che nazionale, volto a interpretare le ipotesi agevolatorie o di esenzione in senso restrittivo, in quanto deroghe al principio generale di assolvimento delle imposte (dazi o Iva) in relazione alle operazioni imponibili: ciò comporta, da un lato, che i termini utilizzati per definire l’agevolazione non siano intesi in senso tale da privare la norma dei propri effetti, così come voluti dal legislatore europeo; dall’altro, che è necessario evitare applicazioni dell’agevolazione a casi che non soddisfano le finalità caratteristiche della stessa.

Nel caso di specie, poiché l’intento del legislatore è stato quello di alleviare gli oneri amministrativi per gli operatori del settore delle costruzioni e riparazioni aeronautiche, evitando il gravoso ricorso ai regimi speciali soggetti a vigilanza doganale, un’interpretazione che consentisse l’applicazione della norma a tutti i casi di importazioni di parti di elicotteri andrebbe oltre l’intenzione e la finalità della norma, prestandosi a un indebito allargamento della platea dei beneficiari.

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