La tassazione “in uscita” dei Trusts ai fini dell’imposta sulle donazioni nella giurisprudenza di legittimità: lux (quasi) facta est

Di Biagio Izzo -

La Corte di Cassazione, dopo un lungo percorso interpretativo caratterizzato da altalenanti arresti e vani tentativi di mediare tra l’interpretazione resa dall’Amministrazione finanziaria e l’attività esegetica quasi unanime della dottrina, ha provato a far luce – con un percorso argomentativo logico e costituzionalmente orientato – sul regime fiscale applicabile agli atti di dotazione di qualsiasi tipologia di trust. La Corte, consolidando il suo più recente orientamento, ha affermato che simili atti, non realizzando alcun trasferimento definitivo di ricchezza, non sono soggetti né all’imposta sulle successioni e donazioni, da un lato, né alle imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura proporzionale, dall’altro. Il momento impositivo, ai fini delle menzionate imposte, coinciderebbe, a prescindere dalla tipologia di trust, con l’attribuzione dei beni in trust ai beneficiari, in quanto la segregazione dei beni trust non esprime capacità contributiva ai sensi dell’articolo 53 della Costituzione.

The Supreme Court, after a long interpretative path characterized by fluctuating decisions and vain attempts to mediate between the Tax Authorities’ interpretation and the scholars’ interpretation, tried to clarify, with a logical and constitutionally oriented argumentative reasoning, which indirect tax regime is applicable to the deeds of transfer of assets to any kind of trust. The Court stated that such deeds, not realizing any definitive transfer of assets, are not subject neither to inheritance and gift taxes, nor to proportional registration, mortgage and cadastral taxes. The aforementioned taxes have to be applied (regardless of the kind of trust) only at the time of the assignment of the trust fund (or part of it) to the beneficiaries, since deeds of appointment do not express any ability to pay pursuant to Article 53 of the Constitution.