La grande illusione? L’autonomia differenziata nel tunnel della centralizzazione statalista

Di Andrea Giovanardi -

Malgrado il dibattito che ha accompagnato il varo dei progetti di autonomia differenziata di Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna, l’attenzione degli studiosi non si è concentrata a sufficienza sui contenuti delle bozze di intesa che le tre regioni hanno presentato al Governo. Di conseguenza, si è assistito ad accuse incentrate sull’assunto secondo il quale l’unico obiettivo dei proponenti fosse quello di appropriarsi di più risorse rispetto a quelle attualmente a disposizione. Il tentativo delle tre regioni del nord nasce invece dalla crisi del modello di federalismo solidaristico-cooperativo e dal conseguente accentramento che ne è derivato: a fronte di una situazione in cui i trasferimenti interterritoriali nord-sud sono particolarmente cospicui, l’efficacia della spesa sostenuta nelle diverse aree della nazione non è uniforme e l’evasione fiscale è maggiormente diffusa, in proporzione al valore aggiunto prodotto, nel Mezzogiorno del paese, il tentativo di ottenere ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia è l’unico strumento a disposizione per guadagnare in efficienza ed efficacia, per ottenere maggior crescita e, quindi, maggiori risorse, che potrebbero innescare virtuosi percorsi di sviluppo per tutto il paese. Le bozze di intesa sono in linea con gli anzidetti obiettivi e sono pienamente coerenti con i fondamenti dell’art. 116, terzo comma, Cost., rimanendo sul tappeto, a ben vedere, un unico vero problema, quello del funzionamento degli strumenti compartecipativi, se cioè gli stessi  debbano consentire esclusivamente la copertura delle spese collegate alle funzioni trasferite o permettere alle regioni di appropriarsi degli eventuali surplus derivanti dall’incremento dei gettiti a sua volta connessi all’aumento del PIL regionale. Si è deciso, tuttavia, di prendere tempo, proponendo da parte governativa il varo di una legge quadro che, non affrontando l’anzidetto principale problema, si fa portatrice, trincerandosi dietro i principi di solidarietà e perequazione, di una visione fortemente accentratrice. Il tutto alla vigilia di una crisi epocale, che imporrebbe di puntare con convinzione sulle aree più produttive, le uniche in grado di fare da traino a tutto il paese, garantendone prima la sopravvivenza e poi il successo.

Despite the debate that accompanied the launch of the differentiated autonomy projects of Veneto, Lombardia and Emilia-Romagna, the attention of scholars did not focus sufficiently on the contents of the draft agreements that the three regions presented to the Government. As a result, there have been accusations centered on the assumption that the proponents’ sole objective was to appropriate more resources than those currently available. The attempt of the three northern regions instead arises from the crisis of the model of solidaristic-cooperative federalism and the consequent centralization that has resulted: in the face of a situation in which the north-south inter-territorial transfers are particularly conspicuous, the effectiveness of the expenditure incurred in the various areas of the nation is not uniform and tax evasion is more widespread, in proportion to the added value produced, in the South of country, the attempt to obtain further forms and particular conditions of autonomy is the only tool available to gain efficiency and effectiveness, to obtain greater growth and, therefore, more resources, which could trigger virtuous development paths for the whole country. The draft agreements are in line with the aforementioned objectives and are fully consistent with the foundations of art. 116, third paragraph, of the Constitution, remaining on the carpet, in hindsight, a single real problem, that of the functioning of the co-participatory instruments, that is, the same should only allow the coverage of the expenses connected to the transferred functions or allow the regions to appropriate the any surpluses deriving from the increase in revenues in turn connected to the increase in regional GDP. It was decided, however, to take time, proposing by the government the passing of a framework law which, by not facing the aforementioned main problem, becomes the bearer, entrenching behind the principles of solidarity and equalization, with a strongly centralizing vision. All on the eve of an epochal crisis, which would require us to focus with conviction on the most productive areas, the only ones capable of driving the whole country, guaranteeing their survival first and then their success.