Il principio di competenza dopo la riforma degli OIC

Di Francesco Crovato -

Fino a pochi anni or sono, i criteri di imputazione a periodo dei rapporti con terzi, fornitori o acquirenti di beni e servizi, erano regolati esclusivamente dalla legislazione tributaria. Ove nel bilancio si fossero adottati criteri diversi, si sarebbero dovuti modificare utilizzando quelli tributari per determinare il risultato fiscale di periodo. La giustificazione era quella di avere regole fiscali specifiche, meno precise, anche più “grossolane”, ma comunque più univoche, in nome della certezza e della stabilità dei rapporti. Malgrado queste cautele, tuttavia, le contestazioni interpretative sulla competenza sono state numerosissime. In anni recenti, si è iniziato a dare rilevanza ai principi contabili, prima per le grandi aziende che utilizzano i principi contabili internazionali, in seguito anche per i soggetti che adottano i principi contabili nazionali. Il rinvio alle regole contabili si è reso necessario per superare la qualificazione giuridico-formale “presupposta” dalle disposizioni del TUIR in favore di una qualificazione “economico-sostanziale”, che è ormai alla base della rilevazione degli eventi aziendali nei bilanci. Ma è anche un segnale di quanto negli ultimi anni si cominci finalmente a comprendere la natura sostanzialmente “diversa” di queste tematiche, che si limitano al più a spostamenti di materia imponibile da un esercizio all’altro, rispetto all’evasione. L’articolo si sofferma anche su numerosi esempi pratici di imputazione temporale e contiene una proposta per superare definitivamente le incertezze circa la linea di confine tra costi e ricavi selezionabili (e non) ai fini della formazione dell’imponibile, considerando il termine di approvazione del bilancio come limite per la “determinazione attendibile” del risultato fiscale dell’esercizio in chiusura.

Untill a few years ago, the time-based imputation criteria with regards to the relation with third-parties, vendors or buyers of goods & services were exclusively handled through taxations laws. In those cases where different criteria might have been adopted, the taxation laws would have to be changed accordingly, to figure out the fiscal outcome during that time. The justification was having specific fiscal rules, less precise, more approximate, but more focused, in the name of certitude and stability of relationships. Despite this cautiousness, however, the interpretative disputes on time-based recognition have been countless. In recent years the accountable principles have been given relevance, first for the big companies that use international accountable principles, later also for those using national accounting principles. The adoption of accountable rules became necessary to overcome the legal-formal qualification as “assumption” in the TUIR dispositions in favour of an economic-substantive qualification, which is now at the base of detection of company events in financial statements. It is also a sign of a recent understanding of a substantially “different” nature of these issues, normally limited to shifts concerning added value taxation from one period to another compared to tax evasion. The article covers also numerous practical examples of time-based recognition and contains a proposal to definitely overcome uncertainty regarding the border separating costs and incomes to be either selected or not aimed to building up taxable income, considering the of budget approval as limit for “reliable determination” of costs and income of the financial year to date.