AGEVOLAZIONI DAZIARIE ED ESPORTATORE AUTORIZZATO: COSA PREVEDE L’ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO UE-SINGAPORE.

Di Elena Fraternali -

Abstract

Dal 21 novembre 2019 gli operatori che esportano verso Singapore possono usufruire dell’Accordo di libero scambio stipulato dall’Unione europea con tale Paese, il quale prevede disposizioni volte a semplificare gli scambi commerciali e, in particolare, agevolazioni o esenzioni daziarie per i prodotti di origine preferenziale unionale. In merito a tale importante aspetto, diventa fondamentale attestare correttamente l’origine della merce esportata e conseguire lo status di Esportatore autorizzato.

Preferential tariff treatment and approved exporter: the content of the free trade agreement between the European Union and the Republic of Singapore. – From the 21st of November 2019, the European operators who export to Singapore can take advantage of the Free trade agreement entered into force between the European Union and the Asian State. Products originating in the Union, on importation into Singapore, shall benefit from preferential tariff treatment of the Agreement upon submission of a declaration of origin. Regarding this important aspect, it becomes essential to correctly certify the origin of the exported goods and obtain the status of Approved exporter.

SOMMARIO: 1. Introduzione. – 2. Il contenuto dell’Accordo. – 3. La prova dell’origine preferenziale. – 4. Lo status di Esportatore autorizzato. – 5. Validità della dichiarazione di origine. – 6. Conclusioni.

1. Con la Decisione UE 2019/1875 del Consiglio, dell’8 novembre 2019, è stato approvato il testo dell’Accordo di libero scambio fra l’Unione europea e la Repubblica di Singapore, entrato in vigore il 21 novembre 2019.

L’accordo commerciale Ue-Singapore è un accordo bilaterale che apre le porte agli operatori europei non solo del mercato locale singaporiano ma del più vasto mercato del sud-est asiatico, accessibile tramite tale Paese.

Oltre alla eliminazione dei dazi doganali e degli ostacoli non tariffari agli scambi di beni e servizi, infatti, l’Accordo contiene disposizioni importanti sulla tutela della proprietà intellettuale, la liberalizzazione degli investimenti, gli appalti pubblici, la concorrenza e lo sviluppo sostenibile.

Dal punto di vista doganale, in particolare, l’accordo è volto a facilitare gli scambi commerciali, a rafforzare la cooperazione tra i Paesi contraenti e prevede l’eliminazione, da parte di Singapore, dei dazi rimanenti sui prodotti Ue mentre, dal lato europeo, la rimozione immediata dell’80% dei dazi sulle merci singaporiane importate oltre l’eliminazione progressiva dei rimanenti dazi nell’arco dei cinque anni successivi all’entrata in vigore.

Per beneficiare delle agevolazioni daziare in parola diventa fondamentale, dunque, conoscere l’origine doganale dei propri prodotti e poter attestare tale origine preferenziale tramite una dichiarazione su fattura.

Da punto di vista operativo, pertanto, l’Accordo attribuisce un ruolo centrale alla figura dell’Esportatore autorizzato, ossia al soggetto autorizzato ad attestare, direttamente sulla fattura, l’origine preferenziale dei prodotti esportati verso Singapore, anche quando il valore dei beni sia superiore a 6.000 euro.

2. L’Unione europea, come noto, conformemente a quanto stabilito dall’art. 218 del TFUE, gestisce le relazioni commerciali con i Paesi terzi sotto forma di accordi, concepiti per creare migliori opportunità di scambi e superare le barriere commerciali.

Gli accordi variano a seconda del loro contenuto:

– Accordi di partenariato economico (APE), che sostengono lo sviluppo dei partner commerciali dei paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico;

– Accordi di libero scambio (ALS), i quali consentono l’apertura reciproca dei mercati tra i paesi sviluppati e le economie emergenti, mediante la concessione di un accesso preferenziale ai mercati;

– Accordi di associazione (AA), che rafforzano accordi politici più ampi.

Come già evidenziato, l’Accordo stipulato fra Unione europea e Singapore rientra nella categoria degli Accordi di libero scambio e prevede, da un punto di vista doganale, oltre all’abbattimento daziario per i prodotti di origine preferenziale, la rimozione delle barriere tecniche non tariffarie e la collaborazione tra amministrazioni sia ai fini del controllo delle merci che per la tutela dei diritti di proprietà intellettuale.

In particolare, per ciò che riguarda l’origine doganale dei prodotti, l’Accordo Ue-Singapore prevede, oltre a una forma di cumulo bilaterale dell’origine (in forza del quale sono definiti originari di un Paese i prodotti ottenuti nel Paese stesso, incorporando materiali originari dell’altro stato accordista, purché le lavorazioni o trasformazioni effettuate non rientrino nella nozione di lavorazioni insufficienti di cui all’art. 6 del Protocollo 1 dell’Accordo), una forma di cumulo diagonale, da applicarsi nei confronti dei materiali originari di un Paese ASEAN, che applica un accordo preferenziale con la UE, con le limitazioni previste dall’art. 3 del Protocollo 1.

Negli altri settori commerciali, poi, l’Accordo tutela le indicazioni geografiche in campo alimentare, prevede agevolazioni e opportunità di investimento per le aziende europee nei settori del trasporto marittimo, ingegneria, telecomunicazioni, informatica e servizi ambientali, nonché l’ampliamento delle reti finanziarie bancarie.

In materia di appalti pubblici, infine, l’Accordo prevede la partecipazione alle gare assicurando agli operatori standard concordati di correttezza e trasparenza.

3. Come già evidenziato, in forza dell’Accordo di libero scambio stipulato, i prodotti originari dell’Unione importati a Singapore e i prodotti originari di Singapore importati nell’Unione beneficiano del trattamento tariffario preferenziale previa attestazione della loro “origine preferenziale”.

Tale attestazione deve presentarsi sottoforma di una “dichiarazione di origine” che deve essere rilasciata su una fattura o su qualsiasi altro documento commerciale che descriva le merci in modo sufficientemente dettagliato da consentirne l’identificazione.

La dichiarazione di origine può essere compilata se i prodotti interessati possono essere considerati prodotti originari dell’Unione o di Singapore e se soddisfano le altre prescrizioni del Protocollo 1 dell’Accordo in commento.

Per le spedizioni di valore superiore a 6000 euro, tale dichiarazione può essere rilasciata soltanto da un cd. “Esportatore autorizzato”.

Lo status di Esportatore autorizzato è una semplificazione prevista dalla normativa doganale unionale e dagli accordi preferenziali sottoscritti dall’Unione con i Paesi terzi.

Tale beneficio è rilasciato dalle autorità doganali, che permettono alle aziende sia di produzione che commerciali di poter attestare, direttamente sulla fattura, l’origine preferenziale dei prodotti esportati nei Paesi accordisti.

Tale semplificazione consente alle aziende di non dover attendere i tempi necessari per l’emissione, da parte dell’Ufficio doganale, del certificato di origine (Eur 1), anche quando il valore dei prodotti esportati sia superiore a 6.000 euro.

Di norma, i requisiti fondamentali per ottenere lo status di esportatore autorizzato sono i seguenti:

1) l’operatore richiedente deve conoscere le regole di origine preferenziali applicabili ai prodotti esportati ed essere in possesso dei relativi documenti giustificativi;

2) l’operatore richiedente deve dimostrare all’Amministrazione di gestire un flusso di esportazioni regolari verso il Paese accordista.

Nel caso specifico dell’Accordo con Singapore, come chiarito dalla nota prot. 207934 del 10 dicembre 2019, emessa dall’Agenzia delle dogane, tale ultimo requisito non è richiesto. Anche gli operatori che effettuano esportazioni saltuarie, per valori superiori a 6000 euro, dunque, devono apporre la dichiarazione su fattura e, di conseguenza, richiedere lo status di esportatore autorizzato.

Una volta soddisfatti i requisiti elencati, l’esportatore richiedente deve presentare un’istanza presso la Dogana competente e offrire tutte le garanzie necessarie all’accertamento del carattere originario dei prodotti.

Si ricorda, infatti, che l’operatore che compila una dichiarazione di origine può essere chiamato a presentare, in qualsiasi momento su richiesta delle autorità doganali, tutti i documenti atti a comprovare il carattere originario dei prodotti esportati nonchè il soddisfacimento degli altri requisiti dell’Accordo.

I documenti in parola, dunque, dovranno essere conservati dall’esportatore per un periodo di tre anni.

 

4. La dichiarazione di origine ha una validità di dodici mesi dalla data di rilascio, come stabilito dall’art. 19 del Protocollo 1.

Come esplicitato dall’Agenzia delle dogane nella nota prot. 207934 del 2019, le dichiarazioni di origine presentate dopo la scadenza possono comunque essere accettate ai fini dell’applicazione del trattamento preferenziale laddove l’inosservanza del termine sia dovuta a circostanze eccezionali, a condizione che i prodotti siano stati presentati prima della scadenza di tale termine.

Una dichiarazione di origine potrà essere compilata, eccezionalmente, dopo l’esportazione (cd. “attestazione retroattiva”), ma dovrà comunque essere presentata nella parte importatrice entro due anni, nel caso dell’Unione, ed entro un anno, nel caso di Singapore, dall’ingresso delle merci nel territorio.

In virtù di quanto illustrato, appare evidente come l’attenzione ai prodotti originari dell’Unione e lo strumento della certificazione degli operatori siano aspetti sempre più centrali nella politica commerciale internazionale europea.

In questo senso, è fondamentale, per gli esportatori che intendano sfruttare le opportunità legate agli Accordi di libero scambio, svolgere una completa due diligence dei propri flussi e ottenere la qualifica di Esportatore autorizzato.

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: ADAM R., TIZZANO A., Manuale di diritto dell’Unione europea, Torino, 2017; ARDIZZONE, Dogana e dazi doganali, in Enc. Giur., XII, Roma, 1989; CAPPIELLO, Il diritto europeo degli investimenti, Torino, 2019; CERIONI, I regimi doganali nel codice dell’Unione Europea, in Corr. trib., 2014, 2040 ss.; FABIO, Manuale di diritto e pratica dogana, Milano, 2019; FIORENZA, Diritti doganali e diritti di confine, in Riv. dir. fin., 1976;  FIORENZA, Dogana e tributi doganali, in Dig.disc.priv.sez.comm., Vol. V, Torino, 1990; LOMBARDI, Manuale di tecnica doganale, Milano, 2017;  MARRELLA – MAROTTA (a cura di), Codice Doganale dell’Unione Europea commentato, Milano, 2019;  SCUFFI – ALBENZIO – MICCINESI (a cura di), Diritto doganale, delle accise e dei tributi ambientali, Milano, 2014; VISMARA, Lineamenti di diritto doganale dell’Unione Europea, Torino, 2016.

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