La riforma dell’art. 20 del TUR: un’occasione persa?

Di Gabriele Giusti -

 La legge di bilancio per il 2018 ha riformulato l’art. 20 del TUR, che oggi non consente più di valorizzare, nell’interpretazione degli atti soggetti all’imposta, elementi extratestuali e negozi collegati. Sebbene, a seguito della modifica, la norma risulti maggiormente coerente con la tradizionale ricostruzione del prelievo in termini di “imposta d’atto”, ci si chiede se l’aver escluso ogni rilevanza agli elementi extratestuali ed al collegamento negoziale non implichi un ritorno ad una visione per certi versi superata dell’imposta di registro. Inoltre, a ben guardare, la nuova formulazione rende forse più difficile coordinare il sistema dell’imposta con il divieto di abuso del diritto sancito dall’art. 10-bis dello Statuto dei diritti del contribuente. 

 The budget law for the 2018 has renewed the article 20 of the presidential decree n. 131/1986, which no longer allows to emphatize the contractual link for the application of the registration tax. Following the amendment, the rule is likely more consistent with the traditional nature of the registration tax (which aims to hit the ability to pay expressed in a single deed), however it may be questioned if the new version of the article 20 won’t imply a return to an outdated vision of the duty. Furthermore the new article makes harder to coordinate the registration tax system with the prohibition of abuse of law stated in the art. 10-bis of the taxpayers bill of rights.