Fatture per operazioni inesistenti senza danno erariale: alcune conferme e una violazione per eccesso di sanzioni della normativa italiana

Di Mario Ravaccia -

La Corte di Giustizia Europea è intervenuta su tre specifiche tematiche relative alle frodi IVA. In particolare, i giudici europei, dopo avere confermato l’indetraibilità dell’IVA derivante da operazioni inesistenti nonché l’obbligo di versamento dell’imposta esposta nelle fatture emesse relativamente alle medesime operazioni, hanno statuito il diritto di rimborso dell’IVA stessa (ovvero ove permesso dalla normativa nazionale l’emissione di note di credito) allorquando sia dimostrato che le operazioni stesse non hanno causato perdite di gettito fiscale. Inoltre, la normativa italiana è stata giudicata incompatibile, per violazione del principio di proporzionalità, relativamente all’applicazione di una sanzione pari all’imposta indebitamente detratta qualora dalla fattispecie non sia emerso alcun danno erariale.

The European Court of Justice has intervened on three specific issues relating to VAT fraud. In particular, the judges, after confirming the non-deductibility of VAT deriving from fictitious transactions and the obligation to pay the VAT deriving from the invoices issued in relation to the fictitious transactions, have established the right to reimbursement of VAT (or where permitted by national law the issuance of credit notes) when it is demonstrated that the said transactions did not caused tax losses. Furthermore, the Italian VAT law was deemed incompatible due to the violation of the principles of proportionality and neutrality in the application of a fine equal to the amount of the deduction made if no tax damage arose in this case.