Donazioni estere: l’apoditticità di una tesi, parzialmente condivisibile, dell’Agenzia delle Entrate

Di Gianfranco Gaffuri -

Il comma 1 bis dell’articolo 55 del D.lgs. 346/1990 assolve ad una funzione antievasiva, impedendo che sfuggano all’imposta le liberalità compiute all’estero – qualora già non siano soggette a registrazione, secondo le regole originarie e proprie di questo adempimento – se il beneficiario sia residente nello Stato. L’allargamento dell’obbligo di registrare stabilito dalla disposizione menzionata non implica affatto un mutamento del prelievo effettivo riferibile alle donazioni dirette e indirette, che resta fissato dalle disposizioni fondamentali. Ne consegue che l’imposta sulle liberalità, formali e informali, può essere pretesa, quand’anche il beneficiario dimori stabilmente in Italia, solo se sussistano le condizioni della territorialità previste dall’articolo 2 del predetto decreto. 

Paragraph 1 bis of Article 55 of Legislative Decree 346/1990 performs an anti-evasive function – according to the original and proper rules of this fulfillment – if the beneficiary is resident in the State. The obligation to impose registration tax, in that case, no implies a change in the actual levy attributable to direct and indirect gifts, which is subject to fundamental rules. With that, the tax on gifts, formal and informal, can be claimed, even if the beneficiary dwells permanently in Italy, only if the territoriality conditions provided for in Article 2 of the aforementioned decree exist.