Forse muta l’indirizzo della Cassazione sull’obbligazione del sostituito

Di Andrea Fedele -

(Corte di Cassazione, Sezione V civile, ordinanza interlocutoria, 7 dicembre 2018, n. 31742)

La Cassazione sembra aver percepito la sostanziale iniquità delle soluzioni cui perveniva il suo orientamento sul tema della pretesa coobbligazione solidale del sostituito.

L’ordinanza n. 31742/2018, depositata il 7 dicembre 2018, espone gli argomenti ed i precedenti giurisprudenziali (questi ultimi per verità tutti anteriori all’anno 2000, tranne Cass. 14138/2017, in tema di “scomputo”) che depongono per un mutamento di indirizzo e per l’insussistenza di un’obbligazione del sostituito nei confronti dell’ente impositore (o comunque di una sua soggezione alla pretesa del fisco), salva, naturalmente, l’ipotesi di cui all’art. 35 D.P.R. n. 602/1973.

Troverebbe così conferma la tesi per cui la qualità di soggetto passivo del tributo, cui si riferisce lo specifico indice di capacità contributiva, non implica necessariamente una sua obbligazione nei confronti del soggetto attivo, giacché il concorso alle pubbliche spese ben può realizzarsi tramite altre tipologie di effetti giuridici, come ritenute e/o obbligazioni di rivalsa (più complesso il problema della “traslazione”), che comunque evitano il rischio di irragionevoli “doppi” d’imposta.

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