Profili strutturali e ambito applicativo del regime speciale iva per i produttori agricoli. Dalla semplificazione amministrativa verso i “nuovi” interessi dell’agricoltura

Di Giangiacomo D’Angelo -
Il regime speciale iva per i produttori agricoli è stato da sempre presente nel sistema iva europeo e nazionale. Apertamente nasce come regime volto a soddisfare un’esigenza di semplificazione del settore agricolo, particolarmente avvertita negli anni in cui l’iva è stata introdotta e da contemperare – per quanto possibile – con l’esigenza di neutralità dell’iva.
Sul piano europeo le disposizioni sono rimaste sostanzialmente immutate dalla Sesta Direttiva, prevedendosi un regime di non applicazione dell’imposta per le cessioni da parte dei produttori agricoli e di determinazione forfetaria dell’iva in detrazione. Al contrario, nella normativa interna vi è stata una notevole stratificazione, frutto anche di una non corretta comprensione delle logiche sottostanti al regime speciale in chiave europea. Allo stato attuale la normativa interna, anche in forza delle evoluzioni che hanno interessato la nozione civilistica di impresa agricola, presenta dei profili di potenziale incoerenza con il dato europeo, sia in relazione al profilo strutturale, sia in relazione al campo di applicazione del regime speciale. Tuttavia, nel regolare alcuni casi particolari del regime speciale (cooperative agricole e produttore agricolo minimo), il legislatore interno sembra aver consapevolezza della corretta implementazione del regime secondo le coordinate europee e in chiave di valorizzazione dei “nuovi” interessi dell’agricoltura che emergono nell’attuale scenario.
The special flat-rate VAT scheme for agriculture has been always present in the European and national VAT regime. It appears to have been introduced as a special scheme to meet the need for simplification in the agricultural sector, that was especially strong when VAT was introduced, with need for simplification balanced as far as possible with the neutrality of VAT. At the European level, the rules have remained largely unchanged since the Sixth Directive, setting forth a scheme based on exemption from VAT for the sale of goods by farmers and a flat-rate deduction. However, in the internal legislation there has been a remarkable layering and reformulation of rules, reflecting a limited awareness of the European rationale behind the special scheme for agriculture. At present, also due to innovations in the civil notion of agricultural undertakings, the national rules are potentially inconsistent with the European ones, both with reference to the structure of the special scheme, and to the field of application of the flat-rate scheme for agriculture that appears to be too extensive. However, in adopting specific provisions for agricultural cooperatives and small farmers, the national tax legislator seems to be aware of the proper implementation of the special scheme, according to European rules while seeking to enhance the emerging interests of agriculture in the present economic scenario.