Profili di inadeguato bilanciamento tra poteri impositivi e tutela giudiziale tributaria

Di Francesco Moschetti -

Il processo tributario assume a proprio oggetto provvedimenti di carattere imperativo e quindi, in un quadro democratico, dovrebbe assicurare “adeguato contrappeso” all’esercizio del potere. Nel contributo qui pubblicato, si sostiene che “adeguato contrappeso” oggi ancora non sussista sotto plurimi profili: l’organizzazione della giustizia tributaria affidata a giudici non professionali, l’inadeguata disciplina della “remissione in termini per errore scusabile”, la disciplina troppo restrittiva della sospensione cautelare del provvedimento impugnato, l’orientamento giurisprudenziale, cosiddetto di ”impugnazione-merito”, certo giustificato dall’esigenza di cogliere la reale capacità contributiva, ma incoerente con l’indubbio carattere autoritativo degli atti impugnati. Se si attribuisce alla Pubblica Amministrazione “il potere delle armi”, giustizia richiede ampia giurisdizione di annullamento e netta divisione dei ruoli tra ente impositore e giudice.

Trials in matter of tax law take into consideration compulsory administration deeds; therefore, within a democratic context, they should ensure, “adequate countermeasure” in exercising Authority. This essay aim to highlight how the aforementioned “adequate countermeasure” is still lacking on numerous perspectives: the judicial system on tax matter is entrusted to nontenured judges; the “relief from time limitations on excusable errors” is still inadequate; the “precautionary suspension” of administration deeds is too restrictive; the so called “impugnazione-merito” (“form and matter”) case law is incoherent with the compulsory nature of contested deeds (even when justified by the need of sizing “the ability- to-pay principle”). In a scenario of Authority operating the “power of weapon”, Justice needs a broader force of annulment combined with a more distinct division of roles between Inland Revenue and Judge.