Note brevi sull’evoluzione del divieto di aiuti di Stato e sostenibilità dei sistemi fiscali

Di Giuseppe Marino -

Il diritto europeo tributario sembra avere trovato una nuova forza propulsiva nell’applicazione progressivamente estensiva del divieto di aiuti di Stato, che nel caso Apple è stato utilizzato dalla Commissione UE per contrastare la prassi dei ruling fiscali concessi dai singoli Stati membri ad imprese multinazionali. Potrebbe esserci del vero nelle argomentazioni addotte dalla Commissione UE, ma il punto è capire quanto sia sostenibile tale strategia nel medio periodo, considerando che in linea teorica il divieto di aiuti di Stato potrebbe applicarsi a tutte le forme di arbitraggio contenute nel progetto BEPS. La stessa Commissione UE sembra rendersene conto, avendo proposto un nuovo modello di sostenibilità del divieto di aiuti di Stato che fa perno su un pacchetto di misure sulla trasparenza fiscale e sulla rinnovata attenzione verso la Common Consolidated Corporate Tax Base (CCCTB).

European Tax Law seems to have a new propeller through the progressively wider application of the State aid rules, which have been used by the EU Commission to fight tax rulings released by single Member States to multinational enterprises. There could be some truth in the arguments of the EU Commission, however the issue is to understand how much this strategy is sustainable in the medium run, considering that in principle the State aid rules may apply all arbitrations as set forth within the BEPS project. The EU Commission itself seems to understand the danger, and has proposed a sustainable model of State aid rules, which is based on a package of measures on tax transparency and a renewed attention on the Common Consolidated Corporate Tax Base (CCCTB).