Causa di non punibilità della voluntary disclosure applicabile ai soli reati espressamente previsti.

Di IVO CARACCIOLI -

Sent. n. 272/2018

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 272/2018 conferma che la procedura di “collaborazione volontaria” (voluntary disclosure) può essere applicata limitatamente ai casi espressamente previsti dal legislatore.
Tale procedura è stata introdotta dalla L. 186/2014, la quale prevede che nel caso in cui il rientro dei capitali detenuti all’estero o la regolarizzazione di quelli occultati in Italia avvenga attraverso una particolare procedura determinata dal legislatore, si possa ottenere l’esclusione della punibilità per determinati reati.
I reati espressamente menzionati dal legislatore nella sopramenzionata disposizione legislativa sono : i delitti di cui agli artt. 2, 3, 4, 5, 10-bis e 10-ter del D.Lgs. 74/2000 e successive modificazioni, nonché i reati di cui agli artt. 648-bis e 648-ter C.p. (riciclaggio e impiego di denaro , beni o altra utilità di provenienza illecita), se commessi in relazione ai delitti tributari “coperti”.
Nel caso esaminato dalla sentenza in commento i beni che sono stati sottoposti a sequestro preventivo, in quanto passibili di confisca facoltativa ex art. 240 c.p., comma 1, che prevede l’applicazione della misura di sicurezza patrimoniale sui beni che servirono o furono destinati a commettere il reato, in realtà derivavano dal reato di appropriazione indebita. Cioè le somme oggetto del delitto di riciclaggio non erano costituite esclusivamente dai proventi degli illeciti tributari oggetto della voluntary disclosure, ma anche da quelli del reato di appropriazione indebita, che non è però ricompreso tra quelli menzionati dal legislatore che possono usufruire della procedura “di collaborazione volontaria”.

La Corte ritiene di non poter estendere “oggettivamente” la menzionata procedura ad un reato diverso da quelli tassativamente previsti perché ciò presupporrebbe un apprezzamento di merito che è incompatibile con la procedura indicata dall’art. 325 c.p.p..
Infatti la previsione contenuta nella L. 186/2014 riguarda una causa di non punibilità i cui effetti sono espressamente limitati dal legislatore a determinate fattispecie penal-tributarie e ai richiamati reati di riciclaggio, ma in essa non rientra la fattispecie di appropriazione indebita.
IVO CARACCIOLI

Causa di non punibilità della voluntary disclosure applicabile ai soli reati espressamente previsti.