TERMINI RADDOPPIATI: LA CTR MILANO TIENE APERTA LA PARTITA

Di Francesco Farri -

Si è già dato atto, in questa Rivista, dell’orientamento con il quale la Corte di Cassazione (da ultimo, con ordinanza n. 20435 del 25 agosto 2017) sta ritenendo priva di portata retroattiva la norma del comma 132 della legge di stabilità per il 2016, la quale ha stabilito che i termini raddoppiati per l’accertamento possono applicarsi soltanto a condizione che entro il termine ordinario sia presentata denuncia penale. E si è già dato atto come tale orientamento si fondi su un approccio interpretativo errato per molteplici profili. La migliore occasione affinché la Suprema Corte non si adagi, quando si trovi a decidere sull’argomento, sul mero rinvio tralatizio alle massime precedenti e torni, invece, ad affrontare il tema ex professo non può che provenire da sentenze di merito precise e puntuali, le quali sviscerino la problematica e dimostrino tutti i limiti e difetti ermeneutici del ragionamento sul quale si sono basate le originarie (e poi ripetute) decisioni della Cassazione.

Si pone in questa scia una interessante sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Milano, la n. 2581/XIII/2017, la quale – riprendendo quasi alla lettera quanto già in questa sede evidenziato in un precedente commento – ha avuto modo di qualificare come “non condivisibile la lettura data alla questione in oggetto dalla Corte di cassazione … secondo cui la nuova normativa di cui alla L. n. 208 del 2015 non sostituirebbe la precedente [art. 2, comma 3 del d.lgs. n. 128/2015], bensì, per quanto non espressamente previsto, le due normative coesisterebbero e disciplinerebbero due ipotesi diverse … Dalle parole dei giudici sembra emergere una certezza circa lo stato di fatto della normativa tutt’altro che corrispondente a realtà: il testo del comma 132 della legge di stabilità non opera alcun riferimento a una presunta applicabilità soltanto agli atti che ‘non siano stati ancora notificati’, come vorrebbe la sentenza; esso, infatti, si limita ad affermare la necessità che la denuncia sia presentata entro il termine ordinario per gli avvisi relativi a periodi precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2016. Ciò posto, la nuova legge di stabilità deve ritenersi totalmente sostitutiva rispetto alla precedente normativa, a fronte di una reciproca e radicale incompatibilità tale da escludere la configurabilità di un’ipotesi di specialità. Infatti, secondo il ragionamento (implicito) dei supremi Giudici, la nuova legge di stabilità sarebbe configurabile come lex generalis posteriore, la quale non potrebbe derogare alla legge speciale anteriore. A ben vedere, però, sono le parole della medesima legge a stabilire una disciplina transitoria completamente nuova e quindi completamente sostitutiva di quella contenuta nel D.Lgs. n. 128 del 2015: del resto, la circostanza che il Legislatore, pochi mesi dopo aver fissato una certa disciplina dei termini raddoppiati, abbia emesso un nuovo testo normativo che ripete la disciplina di poco antecedente tranne che nella ‘clausola di salvaguardia’ appare palesemente indicativa della sua volontà di sostituire integralmente la disciplina precedente e, così, di abrogarla. Né vale affermare, come sembra fare la Cassazione, che la materia dei termini raddoppiati, avendo carattere procedimentale, sarebbe naturalmente retta dal principio tempus regit acutm. Tale principio, infatti, costituisce un corollario del generale principio di irretroattività della legge e, come esso, può essere derogato dal Legislatore. Nel caso di specie, chiara sembra essere la volontà derogatoria contenuta nella L. n. 208 del 2015, volta ad espungere qualsivoglia residuo di raddoppio ‘tardivo’ dal nostro ordinamento“.

A fronte di siffatte, stringenti, argomentazioni, l’eventuale ricorso per cassazione dell’Avvocatura di Stato avverso la sentenza della CTR Milano e la conseguente pronuncia della Suprema Corte dovranno confrontarsi con problematiche nuove rispetto a quelle, del tutto parziali, finora affrontate. E ciò induce a ritenere che la partita intorno ai termini raddoppiati non possa ancora considerarsi chiusa.

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