ANCORA SUI PROFILI DELL’ “ANTIECONOMICITA’ “

Di Cristina Caraccioli -

Sent. n. 11855/2017

Com’è noto, l’ ”abuso del diritto”, nelle sue varie manifestazioni, non possiede più rilevanza penale a seguito dell’introduzione dell’art.10-bis dello “Statuto del contribuente” (e del connesso divieto di trasmissione degli atti al P.M.).Nell’ambito di tale problematica si inserisce quella particolare sulla c.d.”antieconomicità” del costo.
Il problema, di recente, è affrontato da Cass.,sez.trib.,28/2-12/5/2017 n.11855,  la quale ha sostenuto che “in materia tributaria costituisce condotta abusiva l’operazione economica che abbia quale suo elemento predominante ed assorbente lo scopo elusivo del Fisco, sicchè il divieto di siffatte operazioni non opera ove possano spiegarsi altrimenti che con il mero conseguimento di risparmi di imposta; la prova del disegno elusivo,nonché delle modalità di manipolazione e di alterazione degli schemi negoziali classici,considerati come irragionevoli in una normale logica di mercato ed utilizzati solo per pervenire a quel risultato fiscale incombe sull’Amministrazione finanziaria”.
Siamo, ovviamente,in questi casi al di fuori del diritto penale, stante il divieto (c.13 dell’art.10-bis L.27/7/2000 n.212) di trasmissione degli atti al P.M. : “Le operazioni abusive non danno luogo a fatti punibili ai sensi delle leggi penali tributarie. Resta ferma l’applicazione delle sanzioni amministrative tributarie”. E’ quindi da auspicare che i funzionari dell’A.F. e gli ufficiali della G.d.F.,in casi di questo genere, non investano della problematica (squisitamente tributaria) gli Uffici del P.M.
IVO CARACCIOLI

ANCORA SUI PROFILI DELL’”ANTIECONOMICITA’ ”