Forma e sostanza nella tassazione del reddito d’impresa: spunti per qualche chiarimento concettuale

Di Lorenzo del Federico -

La contrapposizione forma giuridica/sostanza economica, è un luogo comune che di certo non può comportare la prevalenza di situazioni di fatto o del dato economico. L’interesse per la dicotomia forma/sostanza nell’ambito del reddito d’impresa, filtrata attraverso i rapporti tra norme contabili e tributarie, assume un rilievo centrale, giacché proprio le nome contabili dovrebbero essere quanto di più vicino a ciò che, nel linguaggio comune, viene definito come “sostanza economica” (ed è invece una sostanza giuridica). Invero prima per i soli soggetti IAS adopter, e, poi, a seguito della recente novella (D. L. 30 dicembre 2016, n. 244), anche per tutti gli altri, il Legislatore tributario ha sancito il c.d. principio di derivazione rafforzata. Pertanto nella determinazione del reddito d’impresa operano i criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione in bilancio previsti dai principi contabili, anche in deroga alle disposizioni del T.U.I.R. Si assiste quindi ad un marcato trend di valorizzazione dell’approccio sostanzialistico, rispetto a quello formalistico, ma sempre –inevitabilmente – in chiave giuridica, come dimostra lo studio di alcune fattispecie emblematiche nel sistema del reddito d’impresa.